TEATRO

Alcune giullarate buffe del repertorio di Gianni Ferrario

La fame dello Zanni (autore Dario Fo)

Il miracolo della resurrezione di Lazzaro
(autore Dario Fo)

Bonifacio VIII
(autore Dario Fo)

Le babbucce di Abu Kasem
(autore Gianni Ferrario)

La Ricostruzione
(autore Gianni Ferrario)

Lo special guest americano
(autore Dario Fo)

Questi monologhi buffi, chiamati anche “giullarate”, sono recitati in grammelot,  una forma di teatro inventata dagli antichi giullari e organizzata in chiave onomatopeica, ossia il riuscire a far arrivare concetti attraverso suoni che non sono parole stabilite, convenzionali.
Questi comici usano un intruglio di dialetti e parole inventate che rendono immediata e molto colorita la recitazione, nella quale predomina anche una gestualità ed una mimica molto accentuate.
Dall’insieme di queste componenti viene fuori un tipo di teatro molto espressivo, iperbolico, esilarante, viscerale, “diretto” e quindi comprensibile un po’ dappertutto e ad ogni tipo di pubblico. Un modo di recitare in cui il linguaggio usato perde quasi di significato letterale, per diventare suono, vibrazione, musicalità che comunica emozioni e suggestioni. Ciò rende questi “siparietti” teatrali delle vere e proprie lezioni di comunicazione, di cui gli antichi giullari erano maestri, utilizzando contemporaneamente tutti i canali comunicazionali (visivo, uditivo, cinestesico per far passare l’emozione).

Questi racconti sono portatori di valori e qualità fondamentali per la crescita delle persone e rappresentano: flessibilità, attenzione ai segnali, ascolto, unità, fiducia, empatia, capacità di mediazione, comportamento etico.
Lo strumento del teatro buffo, con i suoi bruschi cambiamenti di punti di vista ed i suoi guizzi,  aggiunge alla metafora un timbro di magia e divertimento che aiuta ad affrontare argomenti di per sé complessi. È infatti una realtà conosciuta da sempre ed ora anche dimostrata scientificamente che la capacità di apprendimento aumenta se accompagnata dalla componente ludica ed emozionale.

La chiave di lettura metaforica ed il fascino del racconto epico-buffo, unitamente ad opportuni momenti di de-briefing e di discussione, fanno sì che lo strumento della metafora teatrale possa venire utilizzato con profitto nell’ambito di master di formazione manageriale, stage esperienziali o come momento ludico-formativo in occasione di convention e simposi.
Questi valori vengono in tal guisa impressi in modo profondo e memorabile.
Il meccanismo didattico è quello che mira a destrutturare e sdrammatizzare, per arrivare poi alla ristrutturazione dei “valori” con modalità rigenerative.

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