Il sorriso vien mangiando!

Approfondiamo l’argomento:


1) L’importanza di un atteggiamento conviviale

L’arte della convivialità passa innanzitutto da un atteggiamento mentale di predisposizione al dono di sé e all’empatia. In una sua famosa poesia, Gibran paragona l’amore al farsi cibo per gli altri, quindi diventare capaci di offrirsi intorno alla mensa per soddisfare la fame non solo fisica dei nostri commensali ma di dare loro in pasto il cibo sostanzioso e saporito della nostra presenza attenta e generosa:

Come covoni di grano, l’amore vi accoglie in sé.
Vi batte finché non sarete spogli.
Vi staccia per liberarvi dai gusci.
Vi macina per farvi neve.
Vi lavora come pasta fin quando non siate cedevoli.
E vi affida alla sua sacra fiamma perché siate il pane della mensa

2) L’importanza di una corretta alimentazione

La convivialità e il piacere del buon cibo è risaputo che allentano le inibizioni sociali, le rigidezze e lo stress. Non tutti sanno, però, che oltre all’aspetto prettamente conviviale e goliardico, il buon umore può essere favorito anche da una corretta alimentazione a base di cibi che per la loro composizione chimica, favoriscono il rilascio della serotonina, un neurotrasmettitore del sistema nervoso centrale.
Infatti le ultime ricerche di neurochimica evidenziano che non solo il cervello ma anche il sistema nervoso si nutre come qualsiasi altro organo; per tale ragione squilibri nutrizionali possono provocare stati di infelicità, confusione mentale e altri sintomi più o meno gravi.
I neurotrasmettitori sono i messaggeri chimici che permettono il passaggio di informazioni tra le cellule nervose, regolando in questo modo i pensieri, le emozioni, la memoria e il tono dell’umore. Diversi neurotrasmettitori vengono costruiti a partire da specifiche sostanze nutritive come vitamine, minerali e aminoacidi. Se la dieta è carente di questi elementi è facile che compaiano disturbi dell’umore.

Fra i nutrienti che collaborano alla produzione di neurotrasmettitori, oltre alla serotonina c’è il gruppo delle vitamine B. Diversi studi infatti hanno dimostrato la relazione esistente fra depressione e carenza di vitamina B. In particolare la B1 è la vitamina di cui il cervello ha più bisogno per funzionare; importante è anche la B12, essenziale per la vascolarità cerebrale. Preziosa soprattutto per le donne, è la vitamina B6, sensibile alle fluttuazioni ormonali.

In quali cibi si trovano queste vitamine? Nel lievito di birra, germe di grano, fegato, uova e in particolar modo nei cereali integrali quali: grano, orzo, avena, mais, riso, segale e farro.

3) E il cioccolato?

Gli Atzechi, che ci hanno fatto conoscere questa delizia, consideravano il cioccolato una bevanda sacra e anche la scienza occidentale quando classificò la pianta che produce questi frutti “miracolosi” gli diede il nome di Teobroma cacao“Il cibo degli Dei”.

Gli effetti miracolosi sono dovuti al fatto che mangiare cioccolato fa aumentare la produzione di serotonina uno dei neurotrasmettitori responsabili della tua Felicità.

4) E il gelato?

Nicu Sebe e Theo Gevers due ricercatori del dipartimento di Scienze dell’Università di Amsterdam hanno sviluppato un software che, leggendo l’espressione del viso, riconosce e misura le emozioni che provocano quella espressione. Con questo software sono state analizzate le espressioni del viso di chi stava mangiando cibi di vario tipo, dal gelato alle barrette di cereali.

Il gelato si è dimostrato il cibo che ha dato i risultati migliori: l’espressione di chi sta mangiando un gelato supera abbondantemente, in felicità, qualsiasi altro cibo.

Ma il gelato che cosa ha di miracoloso?

La risposta delle neuroscienze è molto articolata e comprende gli aspetti legati al piacere dovuto al sapore, quelli legati ai piacevoli ricordi dell’infanzia, fino a quelli dovuti ai particolari movimenti che impegnano la muscolatura facciale per gustarti il gelato.

Quando ti stai gustosamente leccando un gelato, senza rendertene conto, attivi la stessa muscolatura di quando ridi. Dato che corpo, mente e spirito sono strettamente connessi, mentre con il corpo riproduci le espressioni del sorriso, anche il tuo sistema nervoso centrale si adegua a questo stimolo e proprio come quando stai ridendo in modo naturale, comincia a produrre la serotonina, quella che ti fa sentire ed essere felice.

5) E allora porta il sorriso a tavola! Ma non solo…. quanta saggezza millenaria nelle parole che ora leggerai!

Quando siamo a tavola è più facile sorridere perché il cibo, come abbiamo visto, e magari un buon bicchiere di vino aiutano a creare una atmosfera di allegria in cui le tensioni si abbassano. Allora approfittiamo per tenercelo dentro questo benedetto sorriso, in modo da portarlo in giro e sfoderarlo nei momenti e nei luoghi in cui urge!

Ce lo suggeriscono queste belle parole tratte da un anonimo francescano:

Un sorriso non costa nulla e rende molto; arricchisce chi lo riceve, senza impoverire chi lo dona.
Non dura che un istante ma il suo ricordo è talora eterno.
Nessuno è così ricco da poterne fare a meno; nessuno così povero da non poterne dare.
Crea felicità in casa, intorno al desco familiare, negli affari è sostegno, dell’amicizia profondo sensibile segno.
Un sorriso dà riposo nella stanchezza, è cibo per l’anima.
Nello scoraggiamento rinnova il coraggio, nella tristezza è consolazione, d’ogni pena è naturale rimedio.

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Gianni Ferrario alla Convention UNICREDIT presso il Teatro Massimo di Palermo.

Se hai domande o desideri approfondimenti non esitare a contattarmi!